Giorgio Soldini - Municipale Bellinzona

Centenario sindacato Organizzazione Cristiano Sociale Ticinese, Castelgrande Bellinzona, 11 maggio 2019

Signor Presidente Cantonale, Caro Bruno,

Signor Segretario Cantonale, Caro Renato,

Signora Presidente del Consiglio nazionale, On. Marina Carobbio Guscetti

Autorità civili e religiose,

Care lavoratrici, cari lavoratori,

Gentili signore, egregi signori,

A nome del Municipio di Bellinzona ho il piacere di portare il saluto dell’autorità cittadina a questa importante ricorrenza dell’Organizzazione Cristiano Sociale Ticinese. Lo faccio volentieri in duplice veste: la prima in qualità di Municipale di riferimento dei Servizi sociali, attento ai bisogni della gente, dei lavoratori e degli anziani rispettivamente per il fatto di essere socio attivo di questa organizzazione.

Storicamente l’impulso più importante alla modernizzazione del Ticino giunge dalla realizzazione, nel 1882, della linea ferroviaria attraverso il massiccio del Gottardo. Proprio grazie alla Gottardbahn, l’agricoltura e la pastorizia – da sempre attività principali nel Cantone – iniziano a declinare, mentre nascono alcune fabbriche e il turismo muove i suoi primi passi. Anche l’associazionismo operaio nasce in quegli anni.

Le prime piccole società operaie sono essenzialmente basate sulla solidarietà e sul mutuo soccorso, ma grazie alle esperienze ed alle conoscenze degli operai stranieri e degli emigranti ticinesi, giunti o tornati in Ticino proprio per lavorare sul grande cantiere ferroviario, sul finire dell’Ottocento nascono i primi sindacati di ispirazione socialista. Gli operai cattolici invece, attesero ancora qualche anno prima di dar vita all’Organizzazione cristiano sociale: fino al 18 maggio 1919 per la precisione, quando l’OCST è fondata proprio a Bellinzona.

Nei suoi primi anni di vita – che sono anche quelli della prima Guerra mondiale – l’OCST mantiene un carattere mutualistico. Poco per volta però, anche grazie all’indubbio carisma di don Luigi Del Piero (incaricato dal vescovo Aurelio Bacciarini di dirigere l’organizzazione), si trasforma in un sindacato ispirandosi con costante coerenza alla Dottrina sociale della Chiesa. Una sfida di non poco conto quella affrontata in quegli anni dall’OCST perché ha dovuto confrontarsi da una parte con l’ostilità di altri sindacati e, dall’altra, con buona parte del padronato – anche quello di ispirazione cattolica – poco incline ad accettare le rivendicazioni sociali avanzate da una organizzazione legata alla chiesa.

L’OCST però ha saputo ritagliarsi la propria credibilità, sia fra i lavoratori e le lavoratrici, sia nel padronato. Una credibilità che è anche figlia della capacità del sindacato di ristrutturarsi e di ricalibrare le proprie attività per far fronte ai repentini cambiamenti dell’economia di un Cantone di frontiera come il Ticino.

Ciò che invece sembra identico da un secolo a questa parte, è la volontà dell’OCST di utilizzare sapientemente tutti e tre gli strumenti a sua diposizione per difendere ed aiutare le lavoratrici ed i lavoratori: il dialogo, la mobilitazione e – quando necessario – la lotta.

Credo, e penso di non sbagliare, dicendo che tutto il Canton Ticino deve esprimere riconoscenza e gratitudine per il costante impegno di OCST.

Con un certo orgoglio e una celata commozione, proprio perché convinto associato di questa importante Organizzazione sindacale così, come prima di me lo fu mio padre Vincenzo, mi fa piacere testimoniare oggi gli auguri di “buon 100esimo compleanno” all’Organizzazione Cristiano Sociale Ticinese nella Città, la mia, che diede i natali ad essa.

Tanti auguri, cara OCST...